Tutte le tradizioni che fanno parte della storia di Grottaglie

Open Coesione 17/18: sopralluogo all’ex Convento dei Cappuccini

Si è svolto il primo sopralluogo presso l’ex Convento dei Cappuccini a Grottaglie, previsto nel progetto di alternanza scuola-lavoro in Open Coesione 17/18, *Ri-conoscere la ricchezza del Passato per disegnando un futuro*

Presenti gli studenti del Liceo Artistico V. Calò, Grottaglie e Taranto; i rispettivi professori e la dottoressa Daniela De Vincentis, Ufficio Turismo e Cultura del Comune di Grottaglie.

Con dovizia di nozioni storico-culturali, la dottoressa De Vincentis ha permesso la visita del Convento nel quale sono in attivo due mostre dal tema: La grotta.  

Orario: tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.00.

– In Crypta, Simbologia Sacra nella Scultura Contemporanea

– In Gravina: personale di pittura di Vincenzo Vacca

 

Etimologia della parola Pro Loco

 

PRO
Pro <prò> prep. lat. – Per, in favore di, a vantaggio di, in difesa di. Coniato, ora con tutte le parole latine, ora con parole italiane: Pro Loco, Pro Patria, Pro Cultura, Pro Infanzia ecc.
LOCO

Loco. – Ablativo lat. locus <luogo>, usato nelle locuz.: in loco <sul luogo stesso, sul posto>

 

Unendo i termini, sopracitati, Pro Loco è un’associazione no profit che ha come obiettivo ultimo la sponsorizzazione del territorio tramite l’esaltazione dei beni culturali, enogastronomici e immateriali appartenenti al luogo dove esso si trova. Tale associazione, oltre alla sponsorizzazione turistica, è legalmente riconosciuta nella formazione pubblica e privata.

ERRORI FREQUENTI: Il termine Pro Loco spesso è citato Proloco o ProLoco, in realtà tale termine si scrive STACCATO e con entrambi i termini con la LETTERA MAIUSCOLA.
Per non cadere nell’ignoranza, delle volte, è meglio acculturarsi per non cadere nei falsi miti.

Seguici su Instagram

Da oggi è possibile essere sempre informati sui nostri eventi e servizi seguendoci sulla pagina Instagram .

Seguendoci potreste partecipare ai nostri contest e potreste inviarci le vostre foto permettendo così di promuovere il nostro territorio e la nostra tradizione

Follow us

“Lu cantro” (El gabinete)

La cerámica de Grottaglie nació como cerámica de uso diario. Uno de los objetos más utilizados era “LU CANTRO”, que se puede definir como el “abuelo” de nuestro actual wc.

Este objeto consiste en una caja con forma cilíndrica hecho de cerámica. Era utilizado para contener excrementos humanos, limpiados en los campo circondantes el hogar, puesto que era un rico fertilizante.

“LU CANTRO” se ponía bajo de la cama o en la cómoda. Después se sostituyó con otra caja con forma de embudo y en la parte baja tenía un tubo de escape que se encontraba a la mitad de la pared y se conectaba a los nuevos saneamientos.

 

Tiziana Calzolaio, Cira Cavallo, Erika Felle, Stefania Nardelli, Roberta Spagnulo.

Vuele li cuecce o li sordi?

Per generazione la figura del Laùru, da sempre immaginato nella mente collettiva come un folletto/spiritello o -nei minori dei casi- come un bambino non battezzato, che ha coinvolto non soltanto l’ambiente tarantino ma anche salentino (scazzamurieddhru) e manduriano. Il nome “Laùro” deriva dal laùro (albero di alloro) dove il folletto si rifugiava nel diurno scatenando i propri capricci e ira funesta al malcapitato di turno nella notte.

La tradizione narra che il folletto si posi sul petto del malcapitato immobilizzandolo e impedendogli di respirare; oppure nelle fattorie si racconta che esso sia capace di intrecciare la criniera ai cavalli facendo ammattire il proprietario per districare la folta criniera.

In realtà entrambi i casi gli “scherzetti” del Laùro sono riconducibili a casi clinici: il primo, il peso sul petto, è dovuto a una cattiva digestione; il secondo a un tipo di bruco che si annida nelle criniere dei cavalli facendo intrecciare i peli.

Lu Laùro però può portare, se si riesce a togliere il cappello rosso che indossa, oro al malcapitato e il folletto porrà una domanda: “Vuele li cuecce o li sordi?” (Vuoi i cocci o i soldi?). Questo però è un tranello perché se si sceglie i soldi esso ti porterà ad avere cocci mentre se scegli i cocci ti porterà a scoprire i suoi tesori nascosti.

Per scacciare lo spiritello bisognava mangiare una fetta di pane seduti sul water.

A disparte da questa tradizione folkoristica, è presente un’altra più “romantica” del Laùro: negli anni passati l’amoroso e/o l’amante, di una donna per non farsi scoprire dalla famiglia di lei o di lui era solito coprirsi dalle spalle al volto con una “manta” e cercare di destreggiarsi nell’oscurità senza farsi riconoscere; i bambini che giocavano per le strade e lo vedevano nel buio urlavano: “E’ lu Laùro!