Articoli

Lu capasone (The great jug)

The “capasone” is a huge container, made for keeping and fermenting wine’s must. In order to produce it, people used a particular kind of clay, called “argilla col nervo”, that was pull out from Grottaglie’s mines. This clay allowed people to produce large-sized objects. Unfortunately today is really expensive to pull it out, so “capasoni” are not produced anymore.                                                                                                                 This artifact was crafted in two different parts, a lower and an upper one, then joined by a mix of clay and a lot of water, called “barbottina”. Handles are attached only at the end.

“Capasone” then and now

Originally the “capasone” was an essential need, used for wine preservation.                                                      Over the years it became a valuable and ornamental object. Now some people put plants and flowers in it.

 

Written by:

Albano Nicola                                                                                                                              Palmieri Natasha                                                                                                                        Pappadà Raffaella                                                                                                                    Piergianni Annachiara                                                                                                              Quaranta Serena                                                                                                                        Spagnulo Caterina

Con gli occhi del ‘fuorisede’

Spesso siamo soliti definire, i giovani che scelgono di andare via, come chi: “Scappa via dalla realtà locale”.

Alcuni di loro, consapevoli di affrontare le difficoltà che gli hanno spinti ‘fuori le mura’, scelgono di tornare.

Il video racconta una Grottaglie diversa.

Anche se alcune foto sono state scelte dal Web (maggiore canale di comunicazione) rappresentano pienamente lo stupore, misto a meraviglia, per come sia cambiata Grottaglie e di quanto fermento culturale c’è. Non potevano mancare le nostre Gravine, con brevi riprese fatte sul posto.

Ringraziamo l’autore del video per aver creato un focus sul nostro paese.

 

 

In un giorno di alternanza

Abbiamo scelto l’azione sul campo, infatti, potersi confrontare è il metodo più efficace. 

Stamattina, caffè! Alla scoperta della macchina per la tostatura del caffè. Grazie alla disponibilità di Francesca (Tolecaf), oltre a deliziarci con il profumo di caffè, gli studenti hanno conosciuto le varie storie che si legano al caffè e le varie tipologie di caffè  (Brasile, Etiopia, ecc.).

Il tutto nella Vecchia Piazza Mercato di via Delle Torri. 

La giornata si è conclusa con il confronto con varie personalità tipiche grottagliesi.

I Palazzotti di Grottaglie

Palazzo Cometa Grottaglie

PALAZZO COMETA

Con impianto a sviluppo sincronico, facciata pentacellulare e un elegante giardino padronale nella corte interna, è Palazzo Cometa (anticamente Maggiulli ) databile con precisione al 1603.

 

PALAZZO ETTORRE

Edificio che nasce da un raddoppiamento del corpo preesistente.

 

PALAZZO ORLANDO

Nella piazza principale (Regina Margherita) vi è Palazzo Orlando, databile a prima del 1646 grazie al ritrovamento dello stemma su di una parete appartenente ad un ampliamento di tale periodo. L’impianto di tale costruzione ricalca la logica dei palazzi dell’epoca: al piano terra erano localizzati i depositi e le stalle, raggiungibili direttamente dall’abitazione signorile, sempre posta al primo piano, nell’appartamento nobile, dove troviamo un ambiente doppio rispetto alle cellule normali.

 

PALAZZO PIGNATELLI

Su via Mastropaolo si affaccia il Palazzo Pignatelli (sec. XVII), sede di una delle famiglie più cospicue di Grottaglie.

 

PALAZZO DEL SECONDOGENITO O URSELLI

Di fronte al monastero di S. Chiara è il palazzo del Secondogenito, già appartenuto alla famiglia Cicinelli e attualmente noto come Palazzo Urselli; risale al secolo XVII.

Presenta una semplice facciata e un interessante cortile adiacente al portone di ingresso dall’aspetto tipicamente spagnolo, e ciò conformemente alla dominazione che si ebbe a Grottaglie in quel periodo.

 

PALAZZO BLASI

Palazzo Blasi presenta una facciata barocca, anche se molti sono gli elementi posteriori all’impianto originario. Una notazione importante: l’ingresso non viene posto sulla strada principale (simmetricamente rispetto alla facciata), ma è sacrificato sull’angolo della strada trasversale, per renderlo visibile dalla vicina piazza.

 

PALAZZO DEI PRINCIPI CICINELLI

Il palazzo fu costruito nella piazza principale dalla nobile casata napoletana nella seconda metà del secolo XVII. E’ un monumento deturpato sia perché trascurato in seguito all’abbandono dei proprietari per l’abolizione della feudalità; sia per i vari riadattamenti subiti.

Il prospetto è stato rifatto e stravolto nel secolo scorso per cancellare il ricordo feudale.

Nelle lunette dell’atrio si possono ancora vedere alcuni affreschi con scene e personaggi collegati alla famiglia dei feudatari.

Antiche Mura e porte

repertorio google immagini

La porta principale del paese, detta di S. Angelo, s’innalzava di fronte all’attuale Monumento dei Caduti in piazza IV Novembre.

Doveva essere imponente e non priva di pregio; vi campeggiavano i simboli feudali della curia tarantina insieme con la lunga iscrizione che purtroppo non è pervenuta.

Venne abbattuta nel 1868 per malintesi sentimenti di modernità insieme con le mura trecentesche che cingevano l’antico abitato.

Da porta S. Angelo, sita all’angolo sud-occidentale del paese, le mura puntavano verso nord raggiungendo il complesso conventuale del Carmine ove anticamente era la Torre del Vento; deviavano poi verso Oriente lungo l’attuale via Caraglio “Li MuragghiJ” raggiungendo il castello ove s’apre ancora la porta detta di S. Giorgio per la quale si andava a Francavilla; al fortilizio trecentesco erano attaccate le poderose mura che scendevano verso sud dominando il quartiere dei figuli; infine ripiegavano ad Occidente incontrando porta S. Antonio nel rione dei conciatori “Li Cunzaturi” e ricongiungendosi alla porta principale.