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San Ciro d’Alessandria d’Egitto

Foto vincitrice “Uno Scatto per San Ciro 2017”

NOME: San Ciro
DATA  E LUOGO DI NASCITA: III  secolo, Alessandria d’Egitto
PROFESSIONE: medico, poi Santo.
VITA: San Ciro nacque nel III secolo, ad Alessandria d’Egitto. Medico, non per una ricompensa terrena, bensì per quella celeste, nonostante la sua professione, egli fece una vita molto mediocre curando persone che non erano in grado di ricompensarlo. L’unico suo scopo della vita fu quello di far convertire le persone al culto di un Dio e alla fede di Gesù Cristo.
Il Prefetto di Alessandria del periodo di Diocleziano, Siriano, venuto a conoscenza dell’esercizio di Ciro, ordinò subito il suo arresto. Ciro fuggì in esilio nell’ Arabia, al confine con l’Egitto e qui, in solitudine, conobbe un modo migliore per guarire i malati, e cioè attraverso Dio, e con la Sua parola  fu capace di diffondere il valore della luce del Vangelo. Arrivate queste notizie del comportamento di Ciro, Giovanni di Edessea si volle recare ai suoi cospetti per divenire simile a lui. Intanto a Ciro era arrivata la notizia che le vergini Teodista, Teodota ed Eudossia, insieme alla madre Anastasia, erano state prese prigioniere e condotte a Canòpo. Temendo che attraverso le torture o per la debolezza del sesso. queste potessero venire meno alla fede, assieme a Giovanni andò da loro per infondere coraggio. Ma una volta arrivato a Canòpo, Ciro fu scoperto ed incatenato e, sotto gli occhi in lacrime delle stesse donne, fu bastonato e bruciato con delle fiaccole. Ciro affrontò con animo forte queste torture, ed ebbe la stessa forza anche quando fu cosparso d’aceto e sale e immerso nella pece bollente. Tentato ancora molte volte, e rimanendo egli fermo nella fede, il 31 gennaio, colpito con la scure, subì un eroico martirio, al quale fu associato lo stesso Giovanni.

Antiche Mura e porte

repertorio google immagini

La porta principale del paese, detta di S. Angelo, s’innalzava di fronte all’attuale Monumento dei Caduti in piazza IV Novembre.

Doveva essere imponente e non priva di pregio; vi campeggiavano i simboli feudali della curia tarantina insieme con la lunga iscrizione che purtroppo non è pervenuta.

Venne abbattuta nel 1868 per malintesi sentimenti di modernità insieme con le mura trecentesche che cingevano l’antico abitato.

Da porta S. Angelo, sita all’angolo sud-occidentale del paese, le mura puntavano verso nord raggiungendo il complesso conventuale del Carmine ove anticamente era la Torre del Vento; deviavano poi verso Oriente lungo l’attuale via Caraglio “Li MuragghiJ” raggiungendo il castello ove s’apre ancora la porta detta di S. Giorgio per la quale si andava a Francavilla; al fortilizio trecentesco erano attaccate le poderose mura che scendevano verso sud dominando il quartiere dei figuli; infine ripiegavano ad Occidente incontrando porta S. Antonio nel rione dei conciatori “Li Cunzaturi” e ricongiungendosi alla porta principale.